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Il sovescio

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Il sovescio

Il sovescio o inerbimento, è una tecnica utilizzata sempre più di frequente in viticoltura ed agricoltura, il cui scopo è apportare al terreno i nutrienti della o delle specie piantate, che verranno falciate o interrate al termine della loro crescita. Tramite il sovescio non solo viene fertilizzato il terreno che verrà coltivato, ma si può anche rendere più stabile il suolo, aitando ne trattenere l’acqua e diminuendo l’erosione.

Si hanno molti benefici nella lotta ai parassiti e molti infestanti, grazie all’aiuto delle specie utilizzate per l’inerbimento del vigneto: si nota ad esempio una diminuzione degli attacchi di botrite

L’autunno è il periodo migliore per la semina del sovescio, e tra la fine di aprile l’inizio di maggio, con la pre-fioritura delle piante, mi sono occupato della pratica necessaria dell’interramento. In questa fase, infatti, le piante hanno raggiunto il loro massimo sviluppo e i tessuti vegetali hanno un contenuto equilibrato in fibre e proteine che ne permetterà una più rapida degradazione. Inoltre, lo sfalcio della coltura da sovescio in questo momento ne evita lo sviluppo successivo che altrimenti diverrebbe infestante per il vigneto.

I vantaggi del sovescio sono numerosi e si possono riassumere così: migliora il contenuto di sostanza organica e di humus del terreno, la struttura e la porosità del suolo; protegge il suolo e trattiene l’acqua; contribuisce all’approfondimento delle radici delle piante coltivate nel terreno;

favorisce il controllo delle erbe infestanti; può sostituire letame e concimi; contribuisce a portare in superficie i microelementi (ferro, boro, cloro, manganese, ecc.); aumenta la biodiversità e favorisce la presenza degli insetti utili.

Tra i principali vegetali utilizzati abbiamo le leguminose per il loro apporto di azoto al terreno. L’azoto favorisce lo sviluppo vegetativo perché è l’elemento plastico per eccellenza. Le più comuni leguminose utilizzate per il sovescio sono il favino, il trifoglio incarnato, la veccia comune, il lupino, la lenticchia, il fagiolo, il pisello da foraggio, il pisello e la fava. Ma sono importanti anche le graminacee, principalmente l’avena, la segale, l’orzo, il sorgo, perché grandi divoratrici di azoto e si utilizzano generalmente in associazione con le leguminose: le graminacee proteggono le leguminose dal freddo e queste ultime sono più resistenti alla siccità. Gli abbinamenti più usati sono avena con pisello da foraggio e avena con veccia. Infine le crucifere, che forniscono rapidamente una grande quantità di massa vegetale e riescono ad assimilare il fosforo insolubile presente nel terreno. Con il loro apparato radicale fittonante (radice ingrossata che penetra in profondità), contribuiscono a mantenere soffi ce il terreno. Le più comuni sono la colza, la senape e il ravizzone.

 

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